La Sposa Bambina
Spesso mi capita, probabilmente perché sono un caso
patologico, ma questo non lo diciamo a nessuno,
di essere incuriosita da talmente tante cose contemporaneamente da non saper
cosa scegliere. Cosa faccio quindi? Non scelgo. Faccio tutto. La lista letture
funziona anch’essa in questo modo, talvolta i libri si accumulano in una
copiosa pila ai piedi del letto (mi fanno da comodino, perché il comodino non
ci sta).
In tanti mi prendono per pazza, ma ho imparato a
limitare il numero di letture a quante ne riesco a gestire in una volta, a
variarle per genere in modo da non confondere una trama con un’altra. Talvolta addirittura leggere più libri contemporaneamente mi serve. Finché non impazzisco non vedo cosa ci sia di male.
Tutto questo antefatto lunghissimo e noiosissimo
perché? Perché voglio parlare di un libro che ho finito da poco, e per
spiegarne le caratteristiche devo per forza dirvi come l’ho letto e in quanto
tempo.
Sto parlando de “La sposa bambina” di Padma Viswanathan.
Via con la trama:
La bambina è pronta a lasciarsi alle
spalle l’infanzia, non senza un sentimento di amarezza e terrore ad
accompagnarla. Tuttavia una sinistra predizione incombe sulla serenità della
futura famiglia. Sarà più saggio ascoltare gli oroscopi o affidarsi alla tecnologia
moderna?
In un continuo contrasto tra
tradizione e modernità, si dipana la storia di Sivakami e della sua numerosa
famiglia, la bella e taciturna figlia maggiore, Thangam, il ribelle Vairum, i
nipoti, la servitù, e tutto il paese.
Attraverso scelte difficili, gioie e
tristezze si svelano le contraddizioni di un paese in via di sviluppo e con
tanta voglia di indipendenza, ma ancora legato saldamente a cerimonie,
suddivisioni di caste, riti e tradizioni a noi estranee.
Dimentichiamoci
la concezione di matrimonio come atto d’amore: in India, poco più di un secolo
fa, l’unione tra due persone era stipulata da un contratto tra famiglie, niente
di più. Il sentimento non era nemmeno contemplato, i due promessi sposi
potevano essere dei perfetti sconosciuti. La visione della famiglia era ancora
arcaica, la donna, totalmente a servizio del marito, doveva occuparsi della
casa e dei figli, sottostare alle decisioni del consorte e vivere nella sua
casa con la famiglia acquisita.
La narrazione copre più di sessant’anni, permettendoci
di conoscere una grande quantità di personaggi diversi. E’ come una finestra
spalancata sull’India e i suoi costumi, da cui si possono percepire e conoscere
profumi esotici, colori sgargianti, cibi prelibati e feste popolari ma anche la
difficoltà della vita quotidiana, le differenze tra caste, la difficile
condizione della vedovanza, il contrasto tra tradizione e progresso.
Il libro in sé e per sé mi è piaciuto, anche perché amo
leggere di culture esotiche, molto differenti dalla mia. Inoltre è scritto in
maniera eccellente, niente da dire.
Tuttavia ho trovato difficile arrivare in fondo a
questo tomo (informazioni tecniche: 710 pagine scritte in modo piuttosto fitto,
con pochi dialoghi e tanta narrazione). Per quanto la storia mi prendesse ho
avuto bisogno di accompagnarlo con altre letture, leggerne poco alla volta
diluendo le tempistiche. Risultato, per me insolito: più di un mese di lettura.
Credo sia dovuto al fatto che spesso il romanzo assomigli a una descrizione. E
allo stress da esami universitari.
Mi sarei aspettata più pathos forse, più avventura, più
emozioni. Invece ogni pagina è il quadro di una meravigliosa quotidianità, che
rende estremamente realistico ma anche di difficile digestione il romanzo.
Che dire quindi: se vi piacciono romanzi scorrevoli, da
bruciare tutti d’un fiato, che abbiano un ritmo della narrazione incalzante, non leggete questo libro. Non fa per voi. Se
invece adorate perdervi nei dettagli, assaporare ogni cosa con calma, conoscere
i personaggi a poco a poco, tuffarvi in un mondo inaspettato e differente,
allora armatevi di buona volontà e di un foglietto in cui segnarvi tutti i nomi
che incontrate. Sono tantissimi, a pagina cinquecento comincia a diventare
difficile ricordarli tutti.
Per i termini indiani non c’è da preoccuparsi, in fondo
al libro c’è un utilissimo glossario in cui vengono spiegati uno ad uno.
Buona avventura!

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