Hyperversum, Il Falco e il Leone
Attenzione
Spoiler! Per chi volesse leggere la recensione sul primo volume della serie, la trova qui.
Uno degli
aspetti più difficili nello scrivere una saga è indubbiamente mantenere vivo
l’interesse in più libri consecutivamente. Se da un lato il lettore smania per
continuare le avventure che tanto lo hanno appassionato, assicurando all’autore
un acquirente quasi sicuro, dall’altro un romanzo sottotono potrebbe
compromettere definitivamente il destino dell’intera serie. Non è facile,
infatti, intessere una trama originale, ricca di colpi di scena, mai banale o
ripetitiva.
Nel secondo
volume di Hyperversum, “Il Falco e il Leone”, Cecilia Randall se la cava
egregiamente, riprendendo dal finale al cardiopalma del romanzo precedente, che
ci aveva tanto sconvolti. Nuove avventure, personaggi vecchi e nuovi,
un’ambientazione curata e intrigante ne fanno un degno continuo del romanzo
pilota.
Trama:
Sono ormai passati più di due anni
da quando Daniel Freeland e Ian Maayrkas sono tornati nel loro tempo, dalla
loro famiglia, dopo che il gioco di realtà virtuale Hyperversum li aveva
spediti in epoca Medievale, senza apparente possibilità di ritorno. Daniel sta
per sposarsi con la sua fidanzata, Jodie,
Ian invece si è dedicato anima e
corpo al lavoro, diventando uno dei maggiori esperti di Storia Medievale a
livello internazionale. E’ quest’ultimo, infatti, ad aver subito il maggior
trauma a causa del ritorno inaspettato nell’era moderna. Sa che non potrà mai
più rivedere Isabeau de Montmayeur, sua moglie, che ha lasciato incinta del
loro primo figlio, a causa di una ferita incurabile per i mezzi dell’epoca.
Ma un’inaspettata informazione apre
uno spiraglio di speranza nel cuore del giovane, che riesce infine a saltare
nuovamente nel Medioevo insieme a Daniel. Il percorso per riabbracciare l’amata
Isabeau, tuttavia, è costellato di imprevisti e pericoli. Non potendo
ripresentarsi nell’esatto giorno della loro scomparsa, a causa dei cambiamenti
fisici che li hanno segnati nei due anni passati, i due giovani scelgono di far
passare qualche mese, inventando una storia accurata di rapimenti e fughe per
ingannare l’abile fratello acquisito di Ian, Guillaume de Ponthieu. Durante il
viaggio di ritorno, però, qualcosa va storto:
Ian e Daniel si ritrovano veramente prigionieri di Geoffrey Martewall,
Barone di Dunchester e nemico giurato di Ian. Ben presto i due scopriranno che
la fuga non è l’unico dei loro problemi, poiché si troveranno coinvolti in una
rivolta di proporzioni epiche, che coinvolge i più grandi nobili d’Inghilterra
fino ad arrivare alla famiglia reale stessa.
La Randall
in questo secondo volume decide di non tergiversare molto e di andare dritta al
sodo. Dopo poche pagine ci troviamo già immersi nelle avventure di Ian e Daniel,
alle prese con ogni tipo di peripezia. Ho trovato una scelta azzeccata il fatto
che il libro si svolga quasi interamente in luoghi mai esplorati in
Hyperversum, scelta che permette all’autrice di introdurre non solo descrizioni
nuove e ricche di immaginazione, ma anche nuovi personaggi, più o meno ben
caratterizzati.
Geoffrey Martewall è, secondo me,
uno dei personaggi migliori dell’intera saga. Inizialmente ho provato un certo
fastidio nei suoi confronti: è il principale ostacolo che ancora una volta separa
Ian da quella che ormai è la sua casa e la sua famiglia, frapponendo tra essi
chilometri e chilometri di terre e mare. Tuttavia, proseguendo nella lettura,
si scoprono mille altre sfaccettature del personaggio, l’orgoglio, l’estrema
onestà, l’onore, l’abilità guerriera e l’estrema dedizione verso il suo popolo.
Pian piano la figura di Martewall sboccia come un fiore a primavera,
rivelandosi come un perfetto cavaliere, al contrario del compare defunto Jerome
Derangale.
Certo per Ian e Daniel è più difficile
riconoscerne il valore, essendo suoi prigionieri e avendo subito in passato
angherie dai suoi compagni.
Altre nuove
comparse, questa volta appartenenti al popolo, sono la giovane Brianna e il
figlioletto, Beau detto Coda di Volpe. Entrambi vivono emarginati dal proprio
villaggio, la prima perché madre nubile, di dubbia fama, il secondo perché
figlio di una relazione clandestina e furbo ladruncolo di quartiere. La loro
storia è commovente, e la forza e spontaneità di Brianna mi hanno sempre
colpito molto, tanto che istintivamente mi sono affezionata a entrambi.
Siete
appassionati di intrighi di potere, raggiri e manovre politiche e militari? Non
disperate, perché è in arrivo un personaggio furbo e calcolatore quasi quanto il “Falco” Jean de Ponthieu, e
con questo ho detto tutto. Ci penseranno i due, in un dialogo da
neuropsichiatria (no via non esageriamo… oggi sono in vena di drammatizzare
ogni cosa) a rendere ancora più complicato un raggiro che già di semplice non
aveva assolutamente nulla. Non voglio rivelare altro, per paura di rovinare la
lettura a chiunque si accinga per la prima volta.
Devo dire
che la ricostruzione storica, nonostante sia mischiata naturalmente con alcuni
avvenimenti e personaggi inventati, è davvero accurata. Io non sono per niente
un’appassionata di storia, forse l’ho già accennato, eppure dopo aver letto
questo romanzo sono andata a cercare informazioni nei libri di mio fratello
(che come gusti è palesemente il mio opposto, vanta una collezione di romanzi e
saggi storici invidiabile). E’ stato piacevole ritrovare nei minimi dettagli la
rivolta dei Baroni Inglesi, la Magna Charta Libertatum, il Delfino di Francia,
Giovanni Senza Terra e tutte le grandi personalità che presero parte alle
vicende di quel periodo.
Come
precisa la scrittrice nelle note in fondo al romanzo, alcuni personaggi sono
completamente frutto della fantasia. I Martewall e i Murrow e i loro rispettivi
feudi non sono mai esistiti. Va da se, quindi che l’epica battaglia sotto le
mura del castello di Dunchester non sia altro che invenzione.
Una
curiosità: Robert Fitzwalter, nominato come uno degli attori principali della
rivolta dei Baroni e tra i garanti della Magna Charta, potrebbe essere, secondo
le leggende, il padre della famosa Lady Marian, compagna di Robin Hood.
Giudizio finale: non fatevelo mancare!
Come
sempre, buona lettura e buon lunedì mattina.

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